L’importanza dei detergenti adatti

Ammettiamolo! Chi di noi diportisti non ha mai provato a rimuovere quella macchia che rimane da tempo sulla propria barca, con prodotti casalinghi e con risultati più o meno soddisfacenti? Ma attenzione, non è tutto gelcoat ciò che è bianco. Se in un primo momento la macchia va via e siamo soddisfatti del risultato, spesso non siamo altrettanto sicuri dell’effetto che il nostro detergente abbia avuto sul supporto trattato. Attraverso questo gesto ripetuto
inconsapevole, mettiamo a rischio la durata e l’estetica delle nostre superfici di bordo, col rischio di dover anticipare il refitting del nostro mezzo. Faccio l’esempio della mia coperta in gelcoat. Usando detergenti non idonei per il nostro supporto, non facciamo altro che aggredire la superficie, rimuovendo in quel determinato punto, oltre alla macchia, anche uno strato superficiale di gelcoat. Per esperienza personale, posso dire che se un detergente rimuove una macchia ostinata in un determinato punto, lo userò anche su tutta la coperta prendendo due piccioni con una fava (la spesa è stata minima e la mia coperta è finalmente bianca). Purtroppo l’effetto “pulito” dura poco, e quindi dopo qualche settimana andrò nuovamente a trattare la mia coperta con lo stesso detergente che mi aveva soddisfatto. In questo modo creo un circolo vizioso, poichè l’usura che io genero con la “pulizia” è la causa stessa dell’aumentato sporco che si crea sulla coperta con maggior velocità. Infatti l’uso ripetuto di prodotti aggressivi e non idoeni alla superficie trattata  mi causa l’allargamento dei pori superficiali, nei quali a lungo andare si accumula lo sporco con maggior facilità. Il risultato conclusivo sarà il ritrovarsi la propria coperta “sfarinata”, con quell’effetto opaco che tende velocemente a ingiallire.
Ho fatto l’esempio della coperta in gelcoat, ma un discorso analogo può essere fatto sul legno. Se per pulire il teak (che si macchia facilmente – leggi l’articolo) uso uno sgrassante casalingo aggressivo come lo chanteclair universale, che è un ottimo prodotto per la casa, rischio di consumare quell’area di teak e, ancor più grave, di sciogliere i comenti. La conseguenza è che per rimuovere una semplice macchia che era soltanto antiestetica, e per risparmiare pochi euro sul detergente, mi ritrovo con i comenti del mio rivestimento che iniziano a sollevarsi e a incollarsi sui costumi rendendoli inutilizzabili, ancor di più sotto le piante dei piedi o sotto le scarpe (per chi le usa a bordo e fa male). E così, oltre a dover rifare i comenti (per la gioia degli operatori del settore), mi ritrovo
sul resto della coperta, macchie di collanti che sono rimasti sotto i miei piedi e che imprimo ad ogni passo.  In questo modo sono costretto a cercare un ulteriore  prodotto per pulire la coperta da questi collanti, ritrovandomi  al punto di partenza.

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Danno causato su un gommone dallo chante clair

Anche sui tubolari bisogna porre attenzione, poichè anch’essi sono in gomma e abbiamo lo stesso rischio dei comenti del teak.
Questi sopra descritti sono due esempi di cui ho avuto esperienza diretta, per cui consiglio a di tenere presente i rischi connessi all’utilizzo di prodotti generici, poiché i prodotti specifici per le superfici sono studiati e testati per agire senza rovinare le stesse, per cui attenetevi alle procedure descritte su ogni flacone per avere una risultato efficacee soddisfacente. Inoltre in base alle normative vigenti nella nautica, i detergenti nautici devo avere una percentuale di biodegradabilità che superi  il 90%.  Agendo in questo modo,rispetteremo l’ambiente in cui viviamo e avremo la nostra barca pulita come piace a noi.
P.S. Qualunque sistema sceglierete,si raccomanda di usare le dovute precauzioni per la tutela degli occhi,delle vie respiratorie nonchè della pelle.
Molti prodotti saranno recensiti in questo blog, e qualora aveste dubbi riguardo l’uso di un prodotto o per un semplice consiglio,confronto e quant’altro, potete contattarmi.

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